Bardolino

sito ufficiale: www.ilbardolino.com

Il vino Bardolino si ottiene prevalentemente dalle uve di Corvina Veronese, che con il disciplinare approvato nel 2018 dall’Assemblea dei Soci può salire fino al 95% dell’uvaggio, con l’aggiunta di una quota obbligatoria minima del 5% di Rondinella. Sono ammessi eventualmente in piccole quantità altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Verona.

Il nuovo disciplinare varato nel 2018 prevede, all’interno dell’area di produzione, tre sottozone, denominate Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna, che corrispondono alle aree già individuate a fine Ottocento, quando le migliori produzione del Bardolino erano vendute nei grandi hotel della Svizzera insieme con i cru del Beaujolais.

Per i vini “base” la doc del Bardolino ammette una produzione massima di uva per ettaro pari a 120 quintali. La resa massima scende a 100 quintali per i vini delle tre sottozone.
Per il Bardolino “base” il disciplinare delinea un colore rosso rubino tendente al cerasuolo e un sapore asciutto, sapido, armonico.

Per i Bardolino delle sottozone Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna è invece specificato che il colore deve essere rosso rubino “chiaro e brillante”, mentre il profumo è caratteristico, di piccoli frutti freschi, spezie, con possibili accenni erbacei e floreali e il sapore asciutto, fine, sapido, armonico.

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Gli abbinamenti del Bardolino

Il Bardolino, nella sua versione “base”, si abbina perfettamente con la classica cucina all’italiana. È dunque ottimo con i primi piatti a base di paste di ogni tipologia (con condimenti di carne, di pesce, di verdure, di funghi), con i risotti, con i ravioli, il pasticcio di lasagne. Altro interessante abbinamento è quello con le zuppe di legumi, e in particolare con la pasta e fagioli veneta.
Sul lago di Garda, il Bardolino si beve da sempre col pesce di lago: è eccellente ad esempio con il risotto con la tinca, con le sarde, con il lavarello alla griglia, perfino con il fritto di lago.

Tradizionalmente accompagna anche un tipico piatto veneto a base di pesce: polenta e baccalà. Si accosta molto bene anche con il pesce di mare, soprattutto di grossa pezzatura. L’accortezza, nel caso si abbinamenti ittici, è quello di servirlo molto fresco, ma non freddo.

Il Bardolino, poi, soprattutto nelle versioni di più lungo affinamento, provenienti dalle sottozone, si sposa con le carni d’aia alla griglia, le carni al forno, le carni in umido. Nella zona d’origine, è anche compagno del tradizionale bollito misto. Molto interessante l’abbinamento con piatti autunnali a base di castagne o di funghi.

Chi vuole osare, provi il Bardolino delle sottozone con la cucina esotica, orientale o maghrebina.
In ogni caso, la temperatura ideale di servizio sarà intorno ai 14-16 gradi.